Archivio | gennaio, 2012

Chi non paga

8 Gen

Leggo nella Voce di Rimini un nuovo episodio della lunga lista di notizie sui ritardati pagamenti delle amministrazioni pubbliche ai fornitori, per la precisione le strutture sanitarie; la fonte é la CGIA di Mestre. La ASL di Rimini é fra le più veloci a pagare in Emilia Romagna, con una media di 324 giorni (cioè oltre dieci mesi) di attesa, mentre le ASL più lente arrivano a oltre 500 giorni (cioè un anno e mezzo circa). L’Unione Europea pone come norma un ritardo di 60 giorni. Come mai in questo caso gli enti pubblici ignorano le indicazioni europee? Cosa succede a un privato che tarda tanto a pagare? Domande oziose, ma non meravigliamoci se la fiducia dei sudditi, scusate, dei cittadini, nelle istituzioni é sotto zero.

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Bisogna essere precisi

8 Gen

La Voce di Romagna pubblica un articolo a tutta pagina dal titolo: Moschea a Forlì, sì con riserva, presentando questo come pensiero del vescovo della diocesi di Forlì-Cesena. In realtà leggendo l’articolo si capisce che mons. Pizzi ha un’opinione più articolata e precisa: é impossibile negare a chiunque un luogo di culto, mentre va affrontato con molta cautela il problema dell’apertura di un centro culturale, anche per l’impossibilità di individuare un interlocutore unico per il mondo islamico. É una buona occasione per ricordare che la distinzione fra sfera religiosa e sfera civile è esclusiva della civiltà cristiana, mentre ogni altro svolgimento della storia dell’uomo non si é nemmeno posto il problema, aspetti religiosi e civili sono totalmente connessi. E quindi attenzione, aprire un luogo di culto islamico vuol dire dare spazio a una concezione di uomo e società completamente diversa da quella costruita dai nostri padri in secoli di sforzi.

Cosa serve

5 Gen

Avvenire ha riportato l’intervista a un imprenditore genovese la cui attività é stata distrutta dall’alluvione di due mesi fa. Vuole continuare a lavorare, ma ha bisogno di un prestito, e non riesce a averlo; i fondi devono essere messi a disposizione dalla Regione Liguria, che non lo farà pima della fine di gennaio. Nel mio piccolo, sto sperimentando quanto sia assurda la burocrazia amministrativa girando per ospedali e ambulatori, per risolvere un disturbo di mia moglie: la cortesia e la professionalità del personale dell’ASL non basta  togliere l’impressione di essere una biglia lanciata in un ingranaggio che ha i suoi ritmi, indipendenti dalle esigenze delle persone.
Spezzare questo meccanismo autoreferenziale era la promessa non mantenuta di Berlusconi, e sarebbe un buon inizio per riconciliare gli italiani e il fisco. Purtroppo nulla di simile é in vista, e lo stato, e i livelli più bassi di governo, proseguiranno a sembrarci ottusi nemici.

Senza orario

5 Gen

Il Foglio lancia la concessione dell’apertura festiva dei negozi come la prima misura per la liberalizzazione e il rilancio dell’economia, o almeno del commercio. Io credo invece che sia una misura a totale vantaggio delle grandi catene e dei centri commerciali che, avendo molti dipendenti, possono giostrare i turni di lavoro. Ma pensate al negozio familiare, gestito da moglie e marito, forse con un dipendente: per reggere alla concorrenza della grande distribuzione dovranno assoggettarsi a ritmi insostenibili, e quindi chiuderanno. E lasceranno spazio ai cinesi, che lavorano giorno e notte ogni giorno: piu’ coscienziosi? No, non credo, se mai senza alternativa, quasi in schiavitu’. E’ un provvedimento veramente necessario?

Presepi

5 Gen

Sotto il presepe di una parrocchia della mia città é scritto: nella città di Xxxxxx oggi é nato Gesù… Bello, si può dire, esprime il concetto della presenza di Cristo nel mondo moderno, in ogni luogo. Secondo me, invece, c’è qualcosa che non va: Gesù Cristo non rinasce ogni anno il 25 dicembre, perché é nato una volta sola, circa 2000 anni fa, in Palestina. Se mai, é presente nell’Eucarestia ed nel Corpo Mistico che é la Chiesa. Sciocchezze, direte; forse, ma intanto si erode pian piano la specificità cristiana dell’annuncio del Dio fattosi vero uomo, in un istante che è stato il punto di svolta nella storia. Se Dio non si é fatto veramente uomo, l’annuncio della Chiesa non é diverso dalle pretese di tanti pseudoprofeti sparsi nella storia dell’umanità. Ecco perché mi sembra necessario stare bene attenti a quello che si scrive.
E intanto, nel duomo (!) di Rieti non si e’ fatto il Presepe, come gesto di sobrieta’ e per far concentrare i fedeli sull’ascolto della parola (fonte: Il Sussidiario e La Bussola Quotidiana). Ma vi pare che non ricordare la poverissima nascita di Nostro Signore sia un gesto di sobrieta’? Puo’ pensarlo solo chi fa prevalere il culto della parola all’incontro con la realta’ del Dio fatto uomo.