Archive | agosto, 2012

Olimpiadi

6 Ago

Guardavo la prova di ginnastica agli anelli, con mia moglie. Un concorrente brasiliano compie una prova discreta, con qualche pecca evidente. Il punteggio tarda a arrivare; commento con mia moglie:”Stanno calcolando quanto ci vuole per farlo vincere”.  Esatto, punteggio altissimo, e il brasiliano da quarto passa primo.
Mi meraviglia la passione sulle medaglie negli sport decisi dai giudici: da quando li si vede in TV è sempre stato evidente che l’ordine d’arrivo è deciso a priori; lo sport è bello, gli atleti si impegnano e danno prove di altissimo livello, ma i risultati sono decisi altrove.
In questi giorni le forze dell’ordine stanno indagando sui campionati italiani di danza, svoltisi a Rimini, ecco perché la notizia è uscita sui giornali locali: hanno sequestrato documenti che provano, a quanto si legge, che le classifiche erano preordinate. Non sarà mai possibile, ma se guardassero ai tuffi, o alla ginnastica, o a qualche gara di scherma, delle  Olimpiadi, cosa verrebbe fuori?

Voci imparziali

6 Ago

Mi ha colpito l’intervista del premier Monti al giornale tedesco Spiegel. I mezzi di disinformazione italiani, almeno quelli che ho guardato, hanno sottolineato le preoccupazioni del premier per i sentimenti antitedeschi che emergono in Italia; quelli tedeschi, a quanto riferito oggi, attaccano le dichiarazioni sulla necessità dell’autonomia dei governi rispetto ai parlamenti, almeno in materie internazionali. Bé, i tedeschi fanno benissimo a scandalizzarsi per quanto detto da Monti: finché i paesi europei avranno un regime parlamentare gli eletti sono sovrani, all’interno delle prerogative indicate dalle rispettive costituzioni: nessuno degli occhiutissimi maestri del pensiero nazionale se ne è accorto? Evidentemente sono troppo impegnati a seguire le vendite all’asta dei voti UDC. Ma mi pare che ci sia qualcos’altro da obbiettare: è giusto preoccuparsi perché in Italia (e, sono certo, in Grecia e Spagna, per non allargarsi troppo) crescono sentimenti antitedeschi, ma da un capo di governo italiano mi sarei aspettato almeno altrettanta preoccupazione per gli atteggiamenti antiitaliani diffusi, evidentemente, nel mondo politico tedesco. Un po’ come nelle telecronache sportive, i telecronisti RAI che non fanno il tifo, fanno gli equilibrati, e fanno venire un nervoso irresistibile, che porta a azzerare il volume, se non si può cambiare canale. Ecco, è sempre più probabile che alla prima occasione gli elettori cambino canale, finendo, temo, su quelli a luci rosse.