Archivio | settembre, 2012

Basta con la politica?

26 Set

A questo punto non c’è bisogno di ulteriori dimostrazioni: la politica in Italia e’ da riformare da cima a fondo, la caduta della giunta della regione Lazio e’ solo l’ultimo chiodo nella bara della cosiddetta seconda repubblica. E poi? Se la prospettiva e’ sostituire il partito A con il partito B direi che non faremo veri progressi: il PD, probabile vincitore delle prossime elezioni, tiene, nel caso Lazio, un profilo veramente basso, sperando che nessuno si chieda dov’erano loro quando sono state approvate le norme che ricoprivano di euro i consiglieri regionali, e se anche loro hanno partecipato alla festa. Per gli altri, compresi i radicali, vale lo stesso discorso. E nella mia regione, l’Emilia-Romagna, rocciosamente fedele alla linea, no, scusate, al PD, il presidente è indagato perchè con una certificazione falsa ha fatto avere un contributo di un milione di euro alla coop presieduta dal fratello. Insomma, ce ne sarebbe per buttare via tutto, fare tutto un fascio e via.
E poi? L’Italia, la regione, la città, vanno governati, è inevitabile. Allora bisognerebbe proprio ascoltare una voce che, dall’alto di secoli di esperienza delle cose umane, richiama al semplice fatto che una politica viziosa nasce da una concezione umana altrettanto viziosa, e che allora, per avere una politica migliore, è necessario migliorare l’uomo. L’Italia ha le sue radici in un popolo sano, e le radici non sono state ancora del tutto tagliate: è necessario ripartire da quello che resta, e ricostruire uomini che sappiano cercare il bene comune e non il vantaggio prioprio o del proprio gruppo.

Fra i tanti richiami del Papa e dei vescovi italiani basta guardare gli ultimi:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2012/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20120922_incontro-idc_it.html

e

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/9/24/CEI-La-prolusione-di-Bagnasco-in-apertura-dei-lavori-del-Consiglio-permanente-Il-testo-integrale/323397/

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Un commento cinico

12 Set

Un commento cinico, per una volta. L’attacco all’ambasciata statunitense in Libia è un fatto estremamente luttuoso, ma l’osservazione che mi viene spontanea è, ahimè, cinica: chi semina vento raccoglie tempesta, gli occidentali raccolgono un po’ della tempesta che viene dal vento seminato con l’abbattimento di Gheddafi.  E’ stato cacciato, poi barbaramente ucciso, un crudele dittatore, ma chi l’ha sostituito?  RAINews ha appena trasmesso un’intervista a Hillary Clinton che si chiede:” Ma perché colpiscono noi, che li abbiamo liberati?”.  Un tale dilettantismo fa paura, in chi ha il potere di sconvolgere la vita di milioni di persone.

Autunno caldo

11 Set

Hanno promesso un autunno caldo. Io sono abbastanza vecchio per ricordare il vero autunno caldo, nel 1969, facevo l’università, e posso solo pregare che la storia non si ripeta.
Il popolo italiano è abituato a cercare modi non violenti per risolvere i drammi della vita sociale, per cui speriamo che ci siano risparmiati drammi simili a quelli di 40 anni fa. Perché le ragioni ci sarebbero, basta che qualcuno accenda la miccia. Visto quello che è successo a Roma?  La disperazione può facilmente essere deviata in violenza. E casi come quello dell’Alcoa ce ne sono tanti.
Ecco, la fiducia nel governo, ancora di più, nella politica, sarebbe superiore a zero se ci fosse qualche cenno di soluzione realistica ai drammi di tante famiglie.
Facevo gli ultimi anni di università, circa 1971, ingegneria elettronica, e un esame complementare era Impianti Elettrici: il professore, di cui non ricordo il nome, ma che era una personalità internazionale, membro di varie commissioni ONU per l’energia, ci fece il (cattivo) esempio del carbone sardo per parlarci di investimenti dettati dalla politica e non dall’economia, e quindi insostenibili: come è stato confermato in questi giorni, il carbone del Sulcis ha un contenuto di zolfo altissimo, e quindi non si può usare come combustibile perché rovinerebbe i forni; bisogna trattarlo o miscelarlo con altro carbone, come fa l’ENEL, con ovvio aumento dei costi. E quindi l’energia prodotta con detto carbone, che alimenta anche l’ALCOA, costa di più, e anzi ha un costo non assolutamente proibitivo solo perché una parte la paga lo Stato, cioè noi. Vi siete mai chiesti perché l’energia in Italia costa di più? Perché un investitore dovrebbe rilevare un impianto che assorbe moltissima energia (la lavorazione dell’alluminio è estremamente vorace di energia), molto costosa, in un regime di tassazione molto oltre il 50%, in un quadro normativo tutt’altro che certo?
I problemi tragici dell’ALCOA sono i problemi di tutta l’Italia: mi hanno detto che in Veneto vari imprenditori pensano di trasferire le attività in Austria, in un distretto che assicura tassazione al 25% tutto compreso, e decisioni urbanistiche entro 24 ore: ammettiamo pure che ci sia un po’ di esagerazione, e diciamo tasse al 30% e risposte entro 7 giorni, ma confrontiamo con i livelli italiani, e meravigliamoci che ci sia ancora chi lavora in Italia. Ed è l’Austria, non la Romania o il Vietnam.
Se ci sarà qualcuno che proponga soluzioni realistiche ai difetti del sistema italiano, vincerà le elezioni a mani basse; era l’idea di Berlusconi, travolta nell’incapacità e la distrazione. Per ora non si vede nessuno, preghiamo e gridiamo per far svegliare persone nuove.

Siamo bravi

9 Set

Ho appena visto la telecronaca d della vittoria di Tony Cairoli nel campionato mondiale di motocross. Ci sono tanti sport in cui vincono atleti italiani; vogliamo smettere di guardare solo dove vogliono i padroni dei mezzi di disinformazione, e renderci conto che:
Nel mondo c’è molto di più di quello che vogliono farci credere,
Gli italiani non sono secondi a nessuno, o meglio, in ogni popolo ci sono campioni e gente normale, siamo, nel complesso, tutti più o meno uguali, quindi basta compiangersi, stiamo a testa alta davanti a tutti.

Casini e Todi

9 Set

Un articolo di Avvenire fa pensare a una convergenza fra il gruppo di Todi e l’UDC di Casini. Cioè l’unione di un partito mai nato e un partito mai cresciuto. Ora, è comprensibile che Casini cerchi in ogni modo una sponda per la sua ricerca di uno spazio (di poltrone, volendo essere più precisi), disperato al punto da osannare Marcegaglia, il peggior presidente di Confindustria mai visto, fa parte della politica gretta a cui pare siamo condannati.
Non capisco invece come un soggetto, o meglio, forse, un’idea di soggetto, che nasce per porre una presenza cattolica nuova e efficace nella politica italiana, si colleghi a una banda sbandata la cui unica idea politica è giocare il proprio piccolo pacchetto di voti per ritagliarsi qualche angolino di potere.
Suppongo che Casini abbia ancora qualche estimatore nella CEI, con gli occhi chiusi davanti a deviazioni sui principi non negoziabili; a questi illusi, e ai membri del gruppo di Todi, sarebbe bene chiedere se pensano che i richiami del card. Bagnasco, uno dei quali fatto proprio a Todi, alla creazione del gruppo omonimo, si possano intendere nel senso di rivalutare un professionista grigio scuro della politica come Pierferdinando.

Il cardinale Martini

9 Set

La morte del card. Martini è stata occasione di discussioni non ancora spente. Chi è stato Carlo M. Martini, cardinale della Chiesa cattolica?  Si confermano gli schieramenti che si sono confrontati per anni, chi lo considerava un profeta che avrebbe potuto guidare la Chiesa nella modernità, e chi lo temeva come un antipapa che avrebbe strappato la Chiesa dalle sue radici per consegnarla al dissolvimento. Un fondamento a quest’ultima posizione è offerto dal favore che gli ambienti anticattolici hanno riservato in vita e in morte al card. Martini. Eppure anche tante persone, diciamo così, normali hanno manifestato il loro affetto al defunto, senza preoccuparsi delle etichette. Per cui mi sembra corretto credere a chi sottolinea la grande umanità del card. Martini, il suo sforzo di curare il bisogno di chiunque, sforzo che lo ha portato a sottolineature facilmente strumentalizzabili dai nemici della Chiesa. Non fidiamoci delle definizioni interessate degli avversari, facciamo nostri i giudizi dei pastori della Chiesa.

Il ritorno dell’incubo

5 Set

Dalla fine del Meeting mi riprometto di aggiornare periodicamente il blog, e chissà che qualcuno lo legga. Ma la piattezza della politica spegne ogni voglia, e il resto non invoglia a riflessioni.
Poi, oggi, un articolo del Foglio analizza la situazione del PD alla luce del ritorno di Prodi, e allora un grido sgorga spontaneo:  ma non c’è limite alle nostre tribolazioni? Mi spiego: nelle convulsioni del PD, che peraltro almeno ha delle convulsioni, non è morto, osservatori attenti vedono la presenza importante del personaggio che ci ha buttati nell’euro alle condizioni buone per la Germania. Niente da dire, che nel vuoto si inserisca ogni sostanza, per quanto tenue, è una legge di natura, ma qui parliamo del personaggio che somma in sé i poteri forti finanziari, la forza dell’apparato excomunista, e il moralismo dei cattolici adulti; la prospettiva di averlo come capo del governo o presidente della Repubblica basta a far tremare i più coraggiosi.