Archivio | giugno, 2013

I costi della politica

30 Giu

Seguire le pagine della cronaca locale porta molte informazioni interessanti. Fra queste si può avere un’idea della pletora di società per azioni esistente in una qualsiasi provincia italiana, i cui azionisti sono enti pubblici, che quindi ne nominano i consigli d’amministrazione. Il ruolo di consigliere d’amministrazione è sempre retribuito, spesso considerevolmente.

Bene, direte: sono società per azioni, pagheranno i consiglieri con i loro soldi: no, non è così; o meglio, pagano con i loro soldi, ma se i soldi non bastano intervengono i soci, cioè i suddetti enti pubblici, per ripianare lo sbilancio. Con quali risorse? Esatto, con i soldi delle tasse e tariffe, cioè dei cittadini. Esempi ce ne sono tanti, ma non è il caso di cadere nel personale, solo prendiamo coscienza di un costo della politica pesante, che normalmente non è considerato.

Brutture

30 Giu

Ma perchè i vescovi non proibiscono di cantare durante la Messa quella bruttura di Osanna-eh?

Non capisco come si permettono di cambiare le espressioni della liturgia: “Santo, santo, santo…” sono parole che vengono dalle Sacre Scritture, passate in secoli di uso liturgico, musicate da innumerevoli artisti nei secoli. Osanna-eh è l’invenzione di qualche chitarrista autodidatta, sembra, e oltretutto “i cieli e la terra sono pieni della tua gloria”, non “di te”, concetto che confina pericolosamente con il panteismo. 

Hack

30 Giu

Si è conclusa la vicenda terrena di Margherita Hack. Adesso sta verificando di persona se quanto ha negato con forza per tutta la vita è vero o no. Io, che nel mio piccolo credo fermamente che sia vero, penso che se la sua sete di verità era sincera, ora potrà godere della conoscenza globale nella comunione con Dio.

Due spunti di giudizio:

 

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-margherita-hackun-ateismopoco-scientifico-6784.htm

 

http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2013/6/30/MARGHERITA-HACK-Quella-frattura-tra-credere-e-sapere-chiusa-nella-parola-perche-/407814/

Bombe d’acqua

26 Giu

Lunedì su Rimini si è abbattuta una bomba. D’acqua, ma distruttiva. Non cadeva tanta acqua in così poco tempo dal 1920. Ampie zone della città sono state allagate, con danni gravissimi per i negozi e le case. Si è scatenata la rabbia dei cittadini soprattutto contro il sindaco, colpevole di realizzare piste ciclabili mentre le fogne sono del tutto insufficienti. Infatti molti danni sono stati causati dal fatto che le fogne non hanno ricevuto l’acqua che pioveva dal cielo, anzi in molti casi hanno buttato fuori in città acqua che arrivava dalla campagna.

Il fatto è che da decenni a Rimini si sa che tutto il complesso delle fogne è sbagliato, non è neanche lontanamente in grado di smaltire l’acqua piovana, nonostante che quando il flusso aumenta venga riversato nel mare, con quali conseguenze per la sicurezza dell’attività balneare è facile immaginare. Teniamo anche presente che il sistema fognario è stato costruito in decenni, spendendo miliardi di lire, non è quindi semplicemente obsoleto, è proprio sbagliato.

Per questo non è giusto sparare sul sindaco attuale: la colpa dell’insufficienza delle fogne risale agli amministratori di tanti anni. E’ vero però che il sindaco attuale è un prodotto del sistema di potere che regge la città da sempre, e quindi è più che coinvolto nell’evidente incapacità di amministrare una città come Rimini; d’altra parte la questione delle colpe si complica ancora di più: gli amministratori sono stati eletti, non imposti alla città, e quindi la responsabilità va infine almeno condivisa dai riminesi, che hanno continuato a affidare la loro città a personaggi evidentemente non in grado di reggerla.

Trovarsi indifesi contro l’alluvione ha però anche altre cause: il territorio della Romagna è da sempre soggetto al regime fortemente torrentizio dei fiumi, che nei tempi passati causava regolarmente esondazioni dannose. Nei secoli i flussi dell’acqua sono stati regolati da una rete di canali e fossi, che limitavano i danni del regime fluviale irregolare, e servivano a irrigare i campi. Nella periferia Nord di Rimini, dove abito, ci sono ancora almeno cinque di queste vie d’acqua, la cui foce è visibile in spiaggia, che scaricano a mare quantità importanti d’acqua piovana. Purtroppo però negli ultimi decenni la rete di opere idrauliche è stata distrutta, come se non ce ne fosse più bisogno: c’è sotto la mentalità che ignora la natura, o meglio la vorrebbe costringere nei limiti umani, facendola scoppiare quando i limiti vengono superati. Così i percorsi al mare dell’acqua che cade dal cielo o viene dalla montagna sono stati intubati in spazi troppo piccoli o interrotti, e i flussi si accumulano e poi straripano. Non invento, lo vedo anche adesso intorno a casa mia.

Anche questa presunzione di onnipotenza dell’uomo del XX-XXI secolo contribuisce ai danni causati lunedì da una precipitazione come non si vedeva da 100 anni.

Cum grano salis

17 Giu

Il rispetto delle regole della convivenza civile è importante, e ogni società si è data strumenti per assicurarlo. D’altra parte certe vicende mi fanno dubitare dei metodi usati per la ricerca della cosiddetta legalità. Vedi l’articolo seguente:

http://www.newsrimini.it//news/2013/giugno/17/rimini/alfad_spa___soldi_per_gli_stipendi_bloccati_da_provvedimenti_giudiziari_.html

e vicende simili ce ne sono tante, basta leggere i giornali, con tutti i loro limiti.

Mi chiedo: per cosa lavorano gli autori di simili misure?

Ricordiamo i marinai prigionieri

15 Giu

Sembra proprio che nessuno ricordi i due fucilieri di marina illegalmente esiliati in India. Ora l’India, resasi conto di aver a che fare con incompetenti paurosi, chiede di interrogare altri marinai italiani.  Per un’analisi a mio parere corretta del caso vedi l’articolo seguente:

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-caso-mar-italia-in-balia-degli-indiani-6674.htm

 

dove mi pare adeguatamente sottolineato il carattere illegale e arbitrario della gestione indiana e italiana del caso.

Non ne usciremo

14 Giu

I dati ufficiali dicono che il debito pubblico cresce e simultaneamente crescono le entrate fiscali. Come sia possibile che in tempi di forte recessione crescano le entrate fiscali si spiega solo con un aumento folle della persecuzione tributaria, ma il punto e’ che il debito continua a crescere, e quindi, come dicevo in un post precedente, non ce la faremo, perche’ non si puo’ mungere all’infinito la vacca fiscale. Preghiamo.