Preghiamo e facciamoci sentire

12 Ago

La discussione fra i cattolici su come essere presenti nel mondo, o, in altri termini, se darsi da fare per trarre pubblicamente le conseguenze civili della propria fede, continua come dall’inizio dell’esperienza della Chiesa. Un piccolo contributo a favore dell’essere più pubblici possibile, che è la mia convinzione, è nella lettera che Julian Carron, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, ha indirizzato a Avvenire per manifestare l’adesione della Fraternità alla preghiera indetta dalla CEI per il 15 agosto prossimo.

Come non sentire l’urgenza di mostrare tutta la nostra vicinanza ai cristiani perseguitati? Lo facciamo non solo unendoci al clamore di tutti coloro che avvertono questa ferita come inferta a se stessi, affinché questi fatti non passino sotto silenzio, ma soprattutto partecipando con tutte le nostre comunità di Comunione e Liberazione sparse in Italia alla preghiera per loro indetta dalla CEI il 15 agosto, uniti a tutta la Chiesa italiana. Grazie dell’ospitalità.

Questo è il link al testo completo della lettera:

http://it.clonline.org/testi-julian-carron/default.asp?id=559&id_n=20953

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