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Primi documenti dal Sinodo

15 Ott

E’ stato pubblicato il primo testo ufficiale del Sinodo in corso.

press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2014/10/13/0751/03037.html

E’ un riassunto del lavoro svolto nella prima settimana, quindi del tutto provvisorio, ma tuttavia penso sia almeno indicativo dell’indirizzo che i lavori prendono. Mi pare che la misericordia, tratto caratteristico del cristiano, sia il lineamento principale del quadro presentato; mi pare anche, inoltre, che si vada un po’ più in là del dovuto, quando la si applica alle situazioni oltre che alle persone. Mi spiego: che ogni cristiano sia invitato, per essere fedele alla chiamata di Cristo nel Battesimo, a accogliere fraternamente chiunque, comprese le persone che vivono famiglie spezzate o irregolari, è un richiamo necessario, che si cerchino segni di Cristo anche nelle situazioni più improbabili, mi sembra onestamente spingersi un po’ oltre il limite. Non c’è più nulla di illecito? O, per usare un termine apparentemente desueto, non c’è più peccato? D’altra parte nella mia limitata esperienza di Chiesa ho visto tanta accoglienza e misericordia, anche verso persone omosessuali, o divorziate e risposate, che sembrano essere il grande problema mediatico.
Due notazioni: nel testo si ammettono, apparentemente, forme di convivenza libere, anche omosessuali, anche con bambini, purché siano rispettati i diritti dei bambini stessi. Ma quali sono questi diritti non viene detto, mentre il punto dirimente è proprio la definizione dei veri diritti della persona, dei bambini in particolare.
E, nella conferenza stampa di presentazione del documento, il card. Tagle ha detto, citato da Zenit,  che il Sinodo continua, in materia di dialogo, le intuizioni di Giovanni XXIII e Paolo VI.

http://www.zenit.org/en/articles/synod14-the-drama-continues-says-cardinal-tagle

E i tre papi che hanno regnato dopo Paolo VI sono stati sordi e ciechi?

 

Aggiungo il 15 ottobre:

Perfino Avvenire, giornale dei vescovi italiani, ammette che il documento “di mezzo Sinodo” contiene fughe in avanti e ha causato dissenso fra i partecipanti.  Del resto, l’estensore ufficiale del documento ha rifiutato di rispondere a una domanda su un tema non solo mediaticamente sensibile, passando la parola a un collaboratore, perchè la parte in discussione è opera di questo collaboratore.

Contrariamente all’uso gli interventi del Sinodo non sono stati puibblicati, e l’informazione è stata affidata ai comunicati ufficiali: mi sembra che i risultati siano catastrofici, torniamo alla tradizione, più saggia degli intelligenti attuali.

E mi dispiace infierire, ma Zenit, purtroppo in inglese, pubblica un’intervista al card. Kasper

 

http://www.zenit.org/en/articles/cardinal-kasper-growing-majority-in-synod-support-divorce-remarriage-proposal

che fa sorgere il sospetto di volontarie manipolazioni della discussione sinodale. Se poi fosse vero che il Papa vuole un cambiamento della disciplina riguardante il matrimonio per problemi della sua famiglia, sarebbe veramente motivo di gravi riflessioni.

Preghiamo.

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Cosa ha detto il Papa

19 Set

Perfino Televideo RAI lanciava la notizia clamorosa:”Il Papa apre su gay, aborto, divorziati”. Sarà bene vedere cosa ha veramente detto il Papa, in un’intervista rilasciata a La Civltà Cattolica, la rivista dei gesuiti, ordine al quale appartiene lui stesso. Oggi è disponibile un estratto, domani la pubblicherà Avvenire. Qui c’è l’estratto tratto da Tempi,

http://www.tempi.it/papa-francesco-intervista-civilta-cattolica-cristo-umanita-chiesa-peccato-perdono#.UjtUxD-AnZw

leggetelo, e vedrete che il Papa apre solo nel senso che ripropone la preponderanza della misericordia, e il mistero della libertà.


Ma non solo: il Papa dice anche:”Sì, in questo cercare e trovare Dio in tutte le cose resta sempre una zona di incertezza. Deve esserci. Se una persona dice che ha incontrato Dio con certezza totale e non è sfiorata da un margine di incertezza, allora non va bene. Per me questa è una chiave importante. Se uno ha le risposte a tutte le domande, ecco che questa è la prova che Dio non è con lui. Vuol dire che è un falso profeta, che usa la religione per se stesso.”
Sono facile profeta nel prevedere che appena se ne accorgeranno i media rispareranno che il Papa afferma il relativismo, tralasciando malignamente le frasi che seguono, che vi invito a leggere. Cito solo:”Il rischio nel cercare e trovare Dio in tutte le cose è dunque la volontà di esplicitare troppo, di dire con certezza umana e arroganza: “Dio è qui”. Troveremmo solamente un dio a nostra misura. L’atteggiamento corretto è quello agostiniano: cercare Dio per trovarlo, e trovarlo per cercarlo sempre.
Indubbiamente Papa Francesco scuote il nostro pacioso autocompiacimento costringendoci a fare i conti con quello che è veramente l’immedesimazione con Cristo. Ringraziamo per il dono che ci è stato fatto e diffidiamo dei mezzi di disinformazione.

Fango

26 Feb

Leggo sul Foglio che il rapporto della magistratura irlandese smonta totalmente il caso Magdalene. Cos’è? E’ l’istituto di rieducazione attraverso il lavoro coatto, in lavanderie, descritto come un inferno di depravazioni sessuali in un film molto premiato e diffuso anche in TV, Istituto gestito da suore, ovviamente, e quindi la finta depravazione è stata utilissima per inculcare l’immagine di Chiesa depravata e maligna. Immagino che la notizia del crollo del castello di fango non avrà grande diffusione: la verità non ha spazio nella mentalità comune.

Basta con la politica?

26 Set

A questo punto non c’è bisogno di ulteriori dimostrazioni: la politica in Italia e’ da riformare da cima a fondo, la caduta della giunta della regione Lazio e’ solo l’ultimo chiodo nella bara della cosiddetta seconda repubblica. E poi? Se la prospettiva e’ sostituire il partito A con il partito B direi che non faremo veri progressi: il PD, probabile vincitore delle prossime elezioni, tiene, nel caso Lazio, un profilo veramente basso, sperando che nessuno si chieda dov’erano loro quando sono state approvate le norme che ricoprivano di euro i consiglieri regionali, e se anche loro hanno partecipato alla festa. Per gli altri, compresi i radicali, vale lo stesso discorso. E nella mia regione, l’Emilia-Romagna, rocciosamente fedele alla linea, no, scusate, al PD, il presidente è indagato perchè con una certificazione falsa ha fatto avere un contributo di un milione di euro alla coop presieduta dal fratello. Insomma, ce ne sarebbe per buttare via tutto, fare tutto un fascio e via.
E poi? L’Italia, la regione, la città, vanno governati, è inevitabile. Allora bisognerebbe proprio ascoltare una voce che, dall’alto di secoli di esperienza delle cose umane, richiama al semplice fatto che una politica viziosa nasce da una concezione umana altrettanto viziosa, e che allora, per avere una politica migliore, è necessario migliorare l’uomo. L’Italia ha le sue radici in un popolo sano, e le radici non sono state ancora del tutto tagliate: è necessario ripartire da quello che resta, e ricostruire uomini che sappiano cercare il bene comune e non il vantaggio prioprio o del proprio gruppo.

Fra i tanti richiami del Papa e dei vescovi italiani basta guardare gli ultimi:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2012/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20120922_incontro-idc_it.html

e

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/9/24/CEI-La-prolusione-di-Bagnasco-in-apertura-dei-lavori-del-Consiglio-permanente-Il-testo-integrale/323397/

Il cardinale Martini

9 Set

La morte del card. Martini è stata occasione di discussioni non ancora spente. Chi è stato Carlo M. Martini, cardinale della Chiesa cattolica?  Si confermano gli schieramenti che si sono confrontati per anni, chi lo considerava un profeta che avrebbe potuto guidare la Chiesa nella modernità, e chi lo temeva come un antipapa che avrebbe strappato la Chiesa dalle sue radici per consegnarla al dissolvimento. Un fondamento a quest’ultima posizione è offerto dal favore che gli ambienti anticattolici hanno riservato in vita e in morte al card. Martini. Eppure anche tante persone, diciamo così, normali hanno manifestato il loro affetto al defunto, senza preoccuparsi delle etichette. Per cui mi sembra corretto credere a chi sottolinea la grande umanità del card. Martini, il suo sforzo di curare il bisogno di chiunque, sforzo che lo ha portato a sottolineature facilmente strumentalizzabili dai nemici della Chiesa. Non fidiamoci delle definizioni interessate degli avversari, facciamo nostri i giudizi dei pastori della Chiesa.

Poveri preti

23 Feb

La Voce di Rimini riporta oggi 23 febbraio le storie di due preti che, per dirla con termini biblici, danno scandalo con la loro condotta. Uno é stato fermato con cocaina in macchina e ha confessato di partecipare a incontri omosessuali, l’altro é stato arrestato per stalking e violenza, ancora in ambiente omosessuale. Cosa stia capitando al clero italiano, e nel mondo occidentale, non lo so, certo è una tragedia, per le vittime dei fatti delittuosi, e per le comunità che perdono le loro guide. Al tempo stesso la diocesi di Rimini invita un teologo, Andrea Grillo, fortemente critico dell’impostazione che il Papa sta dando alla liturgia, a ricordare il concilio Vaticano II, e invita il famoso priore Enzo Bianchi a tenere uno degli incontri quaresimali sulla fede. Io vedo un chiaro nesso fra i disastri nella formazione del clero e l’anarchia dottrinale negli ambienti dei cosiddetti “cattolici adulti”.

Bisogna essere precisi

8 Gen

La Voce di Romagna pubblica un articolo a tutta pagina dal titolo: Moschea a Forlì, sì con riserva, presentando questo come pensiero del vescovo della diocesi di Forlì-Cesena. In realtà leggendo l’articolo si capisce che mons. Pizzi ha un’opinione più articolata e precisa: é impossibile negare a chiunque un luogo di culto, mentre va affrontato con molta cautela il problema dell’apertura di un centro culturale, anche per l’impossibilità di individuare un interlocutore unico per il mondo islamico. É una buona occasione per ricordare che la distinzione fra sfera religiosa e sfera civile è esclusiva della civiltà cristiana, mentre ogni altro svolgimento della storia dell’uomo non si é nemmeno posto il problema, aspetti religiosi e civili sono totalmente connessi. E quindi attenzione, aprire un luogo di culto islamico vuol dire dare spazio a una concezione di uomo e società completamente diversa da quella costruita dai nostri padri in secoli di sforzi.