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Qualcosa di politica

25 Nov

Parlare di politica oggi è difficile, le elezioni regionali nella mia regione danno una possibilità. Per chi non è romagnolo, bisogna rendersi conto che in Emilia-Romagna il partito, PCI prima, poi i derivati, attraverso la rete di enti collegati, COOP, sindacati, ARCI, e così via, segue il cittadino dalla nascita alla morte: ebbene sì, a Rimini esiste anche un’agenzia di pompe funebri municipalizzata; in un ambiente simile era normale aspettarsi che gli elettori legittimassero il sistema votandolo, escludendo i pochi contrari, come me e pochi altri. Ecco perchè il fatto che poco meno di due terzi dei cittadini abbia rifiutato di partecipare al voto non è così trascurabile come dice Renzi, a meno che si dichiari ufficialmente che della rappresentanza non importi niente, e conti solo comandare. A Rimini poi i votanti sono stati ancora meno, poco più del 33%. Anche gli elettori tradizionali del sistema PCI e successori si sono stancati di essere trattati come sudditi, che devono subire le scelte cervellotiche di chi governa la regione e le città, del tutto staccate dalle esigenze dei cittadini. In mancanza di un’alternativa non hanno votato. Perchè un’alternativa non c’è: il centrodestra era Forza Italia, annegata nella senilità di Berlusconi, e Lega, ancora troppo lombardocentrica per essere una vera alternativa. E M5S si è autoescluso, ignorando che in politica bisogna fare, non dichiarare. Si preannunciano tempi grami.

Farsi del male in politica

2 Ott

Fra meno di due mesi verrà eletto il nuovo presidente delle regione Emilia-Romagna. Si può tranquillamente prevedere che il nuovo eletto sarà Stefano Bonaccini, scelto come candidato del PD dopo primarie pochissimo partecipate, il che dovrebbe essere un notevole segnale d’allarme per il suo partito, da decenni padrone della regione. A me però interessa l’area di centrodestra, minoritaria in regione, ma comunque potenzialmente espressiva di una forza elettorale non trascurabile. Già, potenzialmente; anche in questa occasione quella che potrebbe essere una forza di opposizione con cui fare i conti si condanna all’insignificanza, presentandosi divisa e litigiosa. Le ultime notizie sono che non si potrà costituire un fronte unico, per veti locali e nazionali: a quel che leggo (dalla Voce di Romagna) Forza Italia non si alleerà con NCD-UDC, perchè la Lega non vuole, e “gli elettori di FI non capirebbero perchè allearsi con chi è al governo insieme al PD” (concetto del coordinatore regionale Palmizio, sempre secondo la Voce); resta da capire come gli elettori giudicano l’oggettivo sostegno al governo assicurato in Parlamento da Forza Italia. Comunque, secondo i mezzi di “informazione”, è lo stesso Berlusconi a escludere alleanze con l’NCD.

E quindi avanti litigando, verso una totale, come dicevo, irrilevanza. Io sono convinto che un buon numero di votanti ex centrodestra, temendo di non riuscire a esprimere un voto significativamente di opposizione al regime emiliano, si rivolgeranno al M5S, così che il probabile ballottaggio PD-M5S sarà tutt’altro che scontato.

Stando così le cose, comunque vada, AIUTO!

Autonomie

18 Set

Oggi, 18 settembre, l’attenzione di molti è rivolta alla Scozia, che deciderà se separarsi da quell’Inghilterra a cui è unita, forzatamente, da 300 anni. I commenti sono ampiamente prounione, con l’assunto che “comunque l’unità è un valore”, e “le dimensioni in un mondo globalizzato contano”, e altri motivi più superficiali. Io non so giudicare, considero solo il caso della mia terra, la Romagna. Non sto a ribadire le differenze fra Emilia e Romagna, e anche fra emiliani e romagnoli, sto più in basso. Ieri una notiziola sul giornale locale che leggo riportava che nel 2015 Macfrut, fiera delle attrezzature per la coltivazione della frutta, si farà a Bologna, invece che a Cesena, sede che oserei definire naturale. Vedi (anche se io leggo la Voce di Romagna):

http://www.ilrestodelcarlino.it/cesena/macfrut-2015-a-bologna-1.214980

Cosa c’entra con la Scozia? Ecco, negli anni abbiamo assistito a uno svuotamento delle risorse romagnole in favore di Bologna. classico il caso degli aeroporti: gli aeroporti romagnoli sono stati chiusi,trasferendo le attività a Bologna; certo, con l’aiuto delle incapacità politiche romagnole, comunque sempre targate PCI, e denominazioni seguenti. Ma intanto l’unico aeroporto a malapena attivo in Romagna è quello di Rimini, grazie a collegamenti tradizionalmente attivi con l’Europa dell’Est. Analogo il caso delle Fiere: Macfrut è una manifestazione importante per il settore frutticolo, a sua volta importante per la zona di Cesena. Perdere un evento come quello è un brutto colpo per la Fiera di Cesena; così può andare avanti il progetto, da tempo attivo, di unificare tutte gli enti Fiera della Romagna all’interno dell’Ente Fiera di Bologna. Anche la Fiera di Rimini, unica infrastruttura di alto livello in città, è da tempo sotto attacco, e chissà quanto resisterà; dopo di che un altro pezzo di attività locale sarà centralizzato nel capoluogo.

Ecco, volevo dire questo: l’unità è bella quando chi la guida lascia vivere tutti; quando chi comanda accentra a sè e i suoi amici ogni cosa, viene la voglia di fare da sè. Ecco perchè starei attento a tifare per l’unione, sempre e comunque-

Basta con la politica?

26 Set

A questo punto non c’è bisogno di ulteriori dimostrazioni: la politica in Italia e’ da riformare da cima a fondo, la caduta della giunta della regione Lazio e’ solo l’ultimo chiodo nella bara della cosiddetta seconda repubblica. E poi? Se la prospettiva e’ sostituire il partito A con il partito B direi che non faremo veri progressi: il PD, probabile vincitore delle prossime elezioni, tiene, nel caso Lazio, un profilo veramente basso, sperando che nessuno si chieda dov’erano loro quando sono state approvate le norme che ricoprivano di euro i consiglieri regionali, e se anche loro hanno partecipato alla festa. Per gli altri, compresi i radicali, vale lo stesso discorso. E nella mia regione, l’Emilia-Romagna, rocciosamente fedele alla linea, no, scusate, al PD, il presidente è indagato perchè con una certificazione falsa ha fatto avere un contributo di un milione di euro alla coop presieduta dal fratello. Insomma, ce ne sarebbe per buttare via tutto, fare tutto un fascio e via.
E poi? L’Italia, la regione, la città, vanno governati, è inevitabile. Allora bisognerebbe proprio ascoltare una voce che, dall’alto di secoli di esperienza delle cose umane, richiama al semplice fatto che una politica viziosa nasce da una concezione umana altrettanto viziosa, e che allora, per avere una politica migliore, è necessario migliorare l’uomo. L’Italia ha le sue radici in un popolo sano, e le radici non sono state ancora del tutto tagliate: è necessario ripartire da quello che resta, e ricostruire uomini che sappiano cercare il bene comune e non il vantaggio prioprio o del proprio gruppo.

Fra i tanti richiami del Papa e dei vescovi italiani basta guardare gli ultimi:

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2012/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20120922_incontro-idc_it.html

e

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/9/24/CEI-La-prolusione-di-Bagnasco-in-apertura-dei-lavori-del-Consiglio-permanente-Il-testo-integrale/323397/