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Qualcosa di politica

25 Nov

Parlare di politica oggi è difficile, le elezioni regionali nella mia regione danno una possibilità. Per chi non è romagnolo, bisogna rendersi conto che in Emilia-Romagna il partito, PCI prima, poi i derivati, attraverso la rete di enti collegati, COOP, sindacati, ARCI, e così via, segue il cittadino dalla nascita alla morte: ebbene sì, a Rimini esiste anche un’agenzia di pompe funebri municipalizzata; in un ambiente simile era normale aspettarsi che gli elettori legittimassero il sistema votandolo, escludendo i pochi contrari, come me e pochi altri. Ecco perchè il fatto che poco meno di due terzi dei cittadini abbia rifiutato di partecipare al voto non è così trascurabile come dice Renzi, a meno che si dichiari ufficialmente che della rappresentanza non importi niente, e conti solo comandare. A Rimini poi i votanti sono stati ancora meno, poco più del 33%. Anche gli elettori tradizionali del sistema PCI e successori si sono stancati di essere trattati come sudditi, che devono subire le scelte cervellotiche di chi governa la regione e le città, del tutto staccate dalle esigenze dei cittadini. In mancanza di un’alternativa non hanno votato. Perchè un’alternativa non c’è: il centrodestra era Forza Italia, annegata nella senilità di Berlusconi, e Lega, ancora troppo lombardocentrica per essere una vera alternativa. E M5S si è autoescluso, ignorando che in politica bisogna fare, non dichiarare. Si preannunciano tempi grami.

Il ritorno dell’incubo

5 Set

Dalla fine del Meeting mi riprometto di aggiornare periodicamente il blog, e chissà che qualcuno lo legga. Ma la piattezza della politica spegne ogni voglia, e il resto non invoglia a riflessioni.
Poi, oggi, un articolo del Foglio analizza la situazione del PD alla luce del ritorno di Prodi, e allora un grido sgorga spontaneo:  ma non c’è limite alle nostre tribolazioni? Mi spiego: nelle convulsioni del PD, che peraltro almeno ha delle convulsioni, non è morto, osservatori attenti vedono la presenza importante del personaggio che ci ha buttati nell’euro alle condizioni buone per la Germania. Niente da dire, che nel vuoto si inserisca ogni sostanza, per quanto tenue, è una legge di natura, ma qui parliamo del personaggio che somma in sé i poteri forti finanziari, la forza dell’apparato excomunista, e il moralismo dei cattolici adulti; la prospettiva di averlo come capo del governo o presidente della Repubblica basta a far tremare i più coraggiosi.